Presentazione

tavolarotonda

Perché scegliere come tema di una tavola rotonda il realismo? E perché osservarlo dall’interno del romanzo contemporaneo? Innanzitutto perché il realismo è un termine sfuggente, ma sempre al centro del dibattito critico, in particolare per quanto riguarda la forma romanzo. Si può affermare che la discussione attorno al realismo, per come la conosciamo, sia indissolubilmente legata al romanzo dalla modernità in poi. Il realismo si presenta come il comune denominatore in grado di coinvolgere in un unico dibattito autori, critici e lettori. La questione implicita è quella del rapporto tra la letteratura e ciò che possiamo chiamare il mondo. Un rapporto di tensione e non semplicemente di conferma o contrasto rispetto all’esistente.

Sembra quasi impossibile accettare la sfida di voler capire dove va il romanzo e come si interpreta il realismo nel presente. La forma della tavola rotonda, dunque, è un modo per accettare questa sfida e si pone come l’occasione per mettere a confronto opinioni e ricerche diverse. Diviene una possibilità sia per stimolare il dibattito critico, sia per offrire l’occasione agli studenti di assistere a una discussione orale tra studiosi dai differenti profili intellettuali (nonché provenienti da aree geografiche ed accademiche diverse).

Federico Bertoni (Università di Bologna) si occuperà di individuare alcuni nodi problematici relativi al concetto di realismo, tentando di allentarli attraverso una riflessione su un aspetto specifico e cruciale nell’orizzonte culturale contemporaneo –il rapporto tra scrittura e cultura visuale– in Underworld di Don DeLillo e, conseguentemente di illustrare la complessità di un approccio alla rappresentazione del reale.

Partendo da un altro romanzo massimalista, cioè Infinite Jest di David Foster Wallace, Stefano Ercolino (Yonsei University, Seoul) dimostrerà come questo genere, esteticamente ibrido e sempre a cavallo tra modernismo e postmodernismo, adotti una specifica modalità di rappresentazione letteraria, il “realismo ibrido”, in cui mimesi e antimimesi sono inestricabilmente fusi.

L’intervento finale della prima parte della giornata sarà quello di Raffaello Palumbo Mosca (University of Kent, Canterbury) che si concentrerà maggiormente sul panorama letterario italiano degli ultimi vent’anni, focalizzandosi in particolare su quei romanzi ibridi in cui la fiction si intreccia con la cronaca e con la Storia, attraverso l’uso – in certi casi manipolatorio– delle fonti.

Dopo una breve pausa, inizierà la seconda, e ultima, parte della giornata in cui il pubblico oltre a richiedere chiarimenti, potrà anche confrontarsi con i critici. Quest’ultimo momento nasce dalla fiducia nelle possibilità ermeneutiche di una comunità fondata sul dialogo e sul confronto continuo, in cui anche gli studenti possano essere parte attiva nella costruzione di proposte e ipotesi interpretative valide.

Download PDF

Rispondi