Chi siamo

PRESENTAZIONE

Ricomporre l’infranto è un gruppo studentesco nato nel settembre 2013 nell’ambito del Disll (Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari) dell’Università di Padova e compattatosi inizialmente attorno alla realizzazione di un ciclo di seminari sui problemi del presente letterario; il primo ciclo ha avuto luogo nell’a.a. 2013/2014 con il titolo Ricomporre l’infranto. Mappature del presente letterario italiano. Nonostante il gruppo intenda perseverare nell’organizzazione di analoghe serie d’incontri, la sua attività non si esplica però solo su questo piano; esso ha infatti anche un’esistenza interna fondata sulla pratica della riflessione e sul carattere, maturato durante l’assunzione di consapevolezza del gruppo rispetto a se stesso, di soggetto collettivo. Affinché l’attività organizzativa non sfoci in un fare affidato ai rischi dell’immediatezza, il gruppo diviene soggetto collettivo nel momento in cui i suoi singoli membri riflettono sulle ragioni che ne motivano l’adesione al progetto, e di qui stipulano tra loro un patto in grado di fondare coscientemente una prassi. Tale patto non riposa tanto su una continuità già data nel passato ma semmai su un’identità di direzione o orientamento del presente-passato verso il futuro, e cioè sulla compartecipazione a un atto di volontà determinato da alcune tensioni sentite come comuni e realmente condivise.
La riflessione che conduce a una simile decisione muove dalla presa d’atto dell’appartenenza di tutti alla condizione studentesca. Il punto di partenza sta nel constatare un disagio comune di fronte ai modi di studio e alle forme di vita imposte dall’università: uno studio troppo spesso atomizzato, quantitativo e acritico, che finisce per causare la scomparsa di quelle domande di senso da noi riposte nell’indagine del fatto letterario. L’esperienza di un disagio profondo si rovescia quindi in una spinta contrastiva e interrogante rispetto all’esistente. Scegliamo come campo d’azione l’università perché questo è il pezzo di mondo che più determina il nostro vissuto e qui vogliamo agire, nel luogo dove si consuma il nostro tempo vitale e si formano i nostri pensieri. Il gruppo propone a se stesso e all’università un progetto costituito dei seguenti fattori ed elementi: lo studio e il lavoro collettivi, capaci di produrre una rimodulazione dialogica degli oggetti e dei modi di studio; un’interrogazione sui rapporti dai quali prende corpo la nostra condizione, e cioè sui valori e i significati possibili della letteratura, sullo statuto dei saperi umanistici, sul rapporto tra questa sfera ridotta di realtà e il mondo sociale del quale essa, nonostante le apparenze, partecipa a tutti gli effetti; una proposta alternativa rispetto alla didattica erogata dall’istituzione nella forma di un ciclo di seminari; il tentativo di nominare, attraverso la loro esplicitazione, alcune nostre angosce, legate allo scarso riconoscimento sociale del comparto umanistico e all’isolamento che sentiamo di patire rispetto ad alcune spinte e tensioni destinate a esaurirsi nello spazio chiuso della nostra interiorità.
A motivare la scelta di dar vita a una serie di seminari contribuiscono diverse ragioni. Anzitutto il fatto che l’unico modo di non tradire la condizione di apertura, confronto e riconoscimento che il gruppo realizza al suo interno rispetto alla vita dei singoli è mantenere quello stesso gruppo aperto anche rispetto all’esterno: si pensa di poter influenzare altre vite, così come è stato per le nostre. La creazione di una dimensione pubblica ci sembra inoltre vada nella direzione di alterare, in una qualche misura, le forme dominanti nell’università, andando a incidere in modo attivo perché visibile e concreto sulla vita di studenti e professori.
Resta infine da giustificare la scelta dell’attualità letteraria come campo d’indagine privilegiato. La prima motivazione, allo stesso tempo profonda e superficiale, sta nella volontà di colmare una lacuna dell’offerta didattica, consci però che la natura della carenza stessa è significativa nella misura in cui essa pare nascondere una rimozione: quella del depotenziamento cognitivo e della mutata posizione nel mondo della letteratura e della sua indagine. La scelta di un altro oggetto sul quale puntare lo sguardo rappresenta in questo senso la possibilità di riflettere in modo più attento sul punto d’osservazione e sull’osservatore stesso. Un secondo motivo risale allo statuto aperto del problema affrontato, rispetto al quale è possibile per il gruppo produrre, attraverso uno studio di lunga durata, un autentico lavoro di ricerca che vada oltre la dipendenza da discorsi preformati.

Vogliamo, in definitiva, proporre all’istituzione universitaria e agli individui che la abitano il nostro metodo, le nostre esigenze e le nostre domande di senso. In assenza del mai risolto “corpo a corpo” con la letteratura pensiamo infatti che non le si possa attribuire alcun valore conoscitivo, intellettuale, etico ed esperienziale. Riteniamo che questo “corpo a corpo” prenda atto anche e soprattutto in un conflitto tra idee diverse, che si esprimono nello scontro inter-soggettivo di differenti individualità, le quali non possono, né mai potranno bastare a se stesse.
Questa ci sembra oggi una strada praticabile per attribuire, nella società, dignità d’esistenza alle discipline umanistiche.

STORIA DEL GRUPPO

Il gruppo Ricomporre l’infranto, formato da nove studenti di lettere tra agosto e settembre 2013 con l’intenzione di dar forma a un ciclo di seminari, si è riunito regolarmente a partire dal mese di ottobre. Dopo alcune giornate di discussione si è deciso di scegliere come oggetto d’indagine il presente letterario italiano, sia perché solitamente non trattato nel percorso di studi, sia in quanto ponte tra letteratura e mondo, occasione d’analisi e sguardo critico rispetto alla contemporaneità.
Il gruppo, a partire dalla lettura di alcuni saggi e mappature critiche, ha cercato di delineare alcune tendenze della poesia e della narrativa dagli anni Ottanta a oggi.
Dalla trattazione e dalla discussione di tali saggi sono emersi alcuni nodi fondamentali da approfondire: gli stili semplici, il mandato dell’intellettuale, il rapporto del presente con la tradizione, l’industria culturale. Il gruppo si è quindi diviso in quattro sottogruppi, ciascuno dei quali, attraverso il proprio studio confluito in una presentazione svolta davanti a tutti, ha portato alla collettività le nuove conoscenze acquisite. Un’embrionale coscienza critica collettiva si è formata anche grazie al confronto tra i differenti approcci, le diverse prospettive e le considerazioni personali di chi di volta in volta interrogava un dato argomento.
Al termine di questa prima fase di approfondimento, si è scelto di suddividere il ciclo in due tronconi – l’uno dedicato alla poesia, l’altro alla narrativa – entrambi chiusi da una giornata di dibattito; individuati gli argomenti di ogni incontro, si è quindi deciso quali critici invitare.
L’organizzazione del ciclo richiedeva parallelamente alcune incombenze pratiche. Alcuni membri del gruppo si sono dunque rivolti al presidente del corso di studi e ad alcune figure del corpo docente, per sondarne la disponibilità a riconoscere ufficialmente il progetto attraverso uno stanziamento economico e la creditizzazione del seminario. Il Dipartimento di Studi Linguisti e Letterari (Disll) ha messo a disposizione le proprie risorse, erogando un finanziamento proveniente dal Fondo per il Miglioramento della didattica. Ha inoltre riconosciuto al ciclo la possibilità di rilasciare tre crediti formativi a ogni studente che conseguisse almeno sette presenze su otto agli incontri e che producesse un elaborato su uno degli argomenti trattati.
Ricomporre l’infranto. Mappature del presente letterario italiano ha quindi preso forma nei suoi otto incontri, estesi lungo il periodo compreso fra il 5 marzo e l’8 maggio, con frequenza settimanale.
Per far conoscere il progetto agli studenti, diverse locandine – sia con l’intero calendario, sia col programma di ogni singolo incontro – sono state affisse nelle principali sedi della Scuola di Scienze Umane; sono stati inoltre creati una pagina Facebook e un account di posta elettronica, al fine di poter comunicare con gli studenti partecipanti al seminario e fornire loro tutte le informazioni di carattere burocratico.
Il ciclo nel suo svolgimento ha tentato di intraprendere un percorso organico e unitario, nel quale ogni incontro fosse necessario alla comprensione del successivo e al progressivo approfondimento.
Per il gruppo, il lavoro di formazione interna è proseguito anche a ciclo avviato, allo scopo di ottenere una preparazione di base condivisa che permettesse una partecipazione attiva alla discussione successiva a ciascuna lezione frontale.
Di fondamentale importanza sono stati i due dibattiti conclusivi, l’oggetto dei quali, conforme ai temi trattati dal ciclo, ha portato a valorizzare il lavoro condiviso e il confronto fra approcci teorici e punti di vista differenti. Ogni seduta di dibattito è stata modellata sul metodo di lavoro del gruppo organizzatore: la classe divisa in nuclei di massimo quindici persone ha discusso temi e testi specifici, elaborando delle riflessioni da riportare alla collettività tramite uno o due portavoce. Il terreno di partenza per il confronto consisteva in una selezione di testi proposta dagli organizzatori e caricata sul blog di Ricomporre l’infranto. Questa spazio web, nato inizialmente per la divulgazione del materiale didattico, col tempo è venuto configurandosi come luogo adatto a una futura focalizzazione dei nodi problematici emersi durante gli incontri seminariali.

Pier Giovanni Adamo, Isacco Boldini, Emanuele Caon, Rossana Chianura, Margherita Chincarini, Stefania Giroletti, Filippo Gobbo, Filippo Grendene, Lara Marrama, Valentina Mele, Giacomo Morbiato, Giovanni Pontolillo, Francesco Rizzato, Giulia Spagna, Giulia Tusset.

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