Presentazione

Il primo ciclo di seminari in cui si concretizza il progetto Ricomporre l’infranto ha per sottotitolo la dicitura Mappature del presente letterario italiano. Il nome del progetto quanto quello del ciclo coinvolgono aree semantiche affini: tanto nel tentativo di ricomporre un insieme frammentario e pulviscolare quanto nella volontà di mappare un territorio sconosciuto, tracciando al suo interno punti e linee che ne indichino morfologia e possibilità di percorrimento, si manifesta la volontà di ricostituire la forma di un oggetto dai confini incerti. Esso coincide con la situazione della letteratura italiana più recente, dal 1980 ad oggi, al cui interno ci si propone di individuare discontinuità e raggruppamenti significativi, linee di tendenza, rapporti di forza, per giungere al vaglio di alcune ipotesi critiche. L’apertura e la problematicità dell’argomento, connesse con la minima distanza storica che ci separa dai fenomeni presi in esame, ne giustificano l’inclusione in un progetto che mira a proporre un’alternativa discorsiva entro la didattica accademica; esse si sposano inoltre con la forma dialogica del seminario assunta dal ciclo, tanto più necessaria quanto maggiore è l’incertezza conoscitiva intorno ai problemi affrontati. Entro un orizzonte temporale e spaziale così delimitato (il contemporaneo, la letteratura nazionale) si delinea poi una bipartizione, riflessa nella serie degli incontri così come essa è articolata. Essa è realizzata attraverso lo strumento del genere letterario: si sceglie infatti di dividere lo spazio letterario nei suoi due filoni principali, corrispondenti a generi o meglio a più ampi tipi: la narrativa e la poesia. Ne viene una struttura in due tranches per otto incontri complessivi; ciascuna parte è composta di tre incontri seminariali, distinti in un momento di relazione e in un ampio dibattito finale, e di un quarto appuntamento più orizzontale, riservato a una discussione interna alla sola componente studentesca. I singoli problemi affrontati rappresentano tentativi di approssimazione ad alcuni nodi fondamentali del contemporaneo: lo statuto del soggetto e l’insistenza della funzione “corpo” per la poesia; il rapporto tra racconto finzionale e documento, l’autofinzione e il saggismo per la narrativa. Il presente e l’immediato passato italiani, al termine di questa prima ricognizione critica, si rivelano abitati da figure mobili ma disponibili all’interpretazione; essi richiedono pertanto un processo teso a una definizione aperta, equivalente alla visione in movimento di un paesaggio ancora vivo e pulsante.

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