Verifica delle parole: presentazione del progetto

Ricomporre l’infranto è un progetto studentesco che nasce dalla volontà di attribuire un senso forte allo studio letterario. La decisione di organizzare un ciclo di seminari e il lavoro sommerso di ricerca collettiva che si svolge alle spalle del ciclo si spiegano infatti solo con la certezza, condivisa da tutti i membri del gruppo, che studiare e interrogarsi sulla letteratura abbia un valore per la vita nostra e degli altri. Se questa convinzione vale per noi, e per una parte del ristretto comparto degli addetti ai lavori, è però vero che le discipline letterarie e la stessa letteratura sono oggetto di incomprensione e deprezzamento per una cospicua fetta di realtà sociale. L’ambito della letteratura appare quindi come un territorio abitato da due diverse specie di luoghi comuni: da una parte le qualità che gli vengono assegnate, spesso inconsapevolmente, da quanti scelgono di dedicargli le proprie energie (ad esempio, la portata conoscitiva della lettura rispetto alla realtà, o di riflesso il mutamento prodotto dal testo sulla vita cognitiva ed emotiva di chi legge); dall’altra parte, i pregiudizi negativi di diversi strati della società, che vedono nella letteratura un lusso inutile o perlomeno un’attività eccentrica e improduttiva. Il progetto parallelo di una Verifica delle parole nasce da una presa di coscienza rispetto a un simile addensamento di posizioni aprioristiche e dalla volontà di sottoporre a verifica la semantica di alcuni sintagmi e concetti associati alla letteratura tanto in sua difesa quanto per attaccarla. Il punto di partenza, da leggersi come un tentativo di autocoscienza, si è concretizzato in una prima sezione dal titolo La letteratura e noi: cerchiamo qui di fare un passo indietro rispetto alle nostre assunzioni positive sull’esperienza letteraria; di passarle al vaglio della ragione critica per capire se esse vadano conservate, abbandonate, rideterminate. Questo primo esercizio di chiarezza vuole sottrarre all’inerzia alcuni postulati sottesi al nostro studio: significa che alcuni di essi potrebbero cadere e rivelarsi inesistenti; altri, qualora sussistessero davvero, verrebbero in un certo senso riattivati, ritornando operativi perché resi coscienti, limitati e scoperti dalla ragione. L’indagine attorno a questi assiomi si configura così come il primo passo di un percorso la cui fase iniziale è segnata dalla messa a verifica dell’effettiva validità di alcuni valori e significati da noi attribuiti alla letteratura.
Inizia da qui la seconda parte del lavoro che si vuole intraprendere, il quale fa capo alla coppia Letteratura e mondo e che vuole essere un tentativo di individuare alcuni possibili ruoli e funzioni della letteratura nel mondo, intesa come oggetto prodotto e fruito socialmente. Questo significa: da un lato criticare quei pregiudizi negativi di cui si diceva all’inizio attraverso il correttivo dei concetti esplicitati nella prima serie; dall’altro riflettere su alcune possibilità di inserimento della pratica letteraria all’interno dei rapporti sociali, dalla trasmissione attraverso l’insegnamento alla ricerca fino alla mediazione critica. Tentare di uscire dalla nostre presupposizioni, come da quelle di quanti misconoscono il nostro lavoro, ci sembra la strada più agevole per arrivare a cogliere il carattere di scelta della nostra esperienza attorno alla letteratura; solo attraverso la consapevolezza di questa parzialità possiamo forse giustificare a noi stessi le nostre tensioni e rilanciarle in uno spazio che ecceda i confini delle aule universitarie.

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